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Dieta e sport: la prevenzione comincia già dall’infanzia.

Un corretto stile di vita, insieme alla genetica e all’ambiente, condiziona il benessere (anche) renale.

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La Malattia Renale Cronica (MRC), che oggi colpisce dal l'8 al 18% della popolazione mondiale, è una grande sfida per la salute pubblica.
 
Nella maggior parte dei casi l'insufficienza renale tende a svilupparsi lentamente e senza sintomi e, talvolta, i pazienti colpiti rischiano di accorgersene solo quando è troppo tardi per intervenire.
 
Di conseguenza l'identificazione dei fattori di rischio evidenziabili già nell'infanzia può aiutare i medici a fare diagnosi precoci, avviare interventi preventivi per la MRC e le sue eventuali morbilità, nonché facilitare il monitoraggio delle principali complicanze.
 
Ed è proprio questo lo scopo del lavoro pubblicato dal Dottor Asaf Vivante della Divisione di Nefrologia Pediatrica dell'Università di Tel-Aviv sull'ultimo numero di Giugno della rivista Pediatric Nephrology.

Senza entrare qui  nello specifico gli autori raggruppano questi fattori di rischio in cinque categorie; escludendo alcune evenienze genetiche (ad es. gli alleli monogenici, come i loci APOL1, PLA2R e UMOD), o perinatali (ad es. il basso peso alla nascita e la prematurità), cosi come  specifiche malattie renali infantili (ad es. anomalie congenite, le malattie glomerulari o le ciliopatie cistiche), molto risalto, in termini di prevenzione, meritano anche tra i bambini l'insorgenza di alcune condizioni croniche (ad es. diabete, ipertensione, e dislipidemia) e diversi fattori dello stile di vita (ad es. attività fisica, dieta e obesità).
 
I fattori di rischio tradizionali di insufficienza renale dell'adulto come obesità, diabete e ipertensione – spiega infatti il medico dello Sheba Medical Center, tra i migliori Ospedali al mondo nella recente Top Ten di NewsWeek - potrebbero effettivamente avere effetti deleteri già durante l'infanzia. L'inizio precoce determina inevitabilmente un aumento degli anni di esposizione e, di conseguenza, comporta un maggior rischio di avere importanti problemi renali nell'età adulta”.
 
Determinante in questa ottica diventa il controllo della pressione e la registrazione del Body Mass Index (peso e altezza) in occasione delle visite pediatriche.

Negli ultimi decenni, sovrappeso e obesità hanno raggiunto proporzioni pandemiche. L'analisi aggiornata del 2015 del Global Burden of Disease Study ha riportato un totale di 107,7 milioni di bambini obesi al mondo. Il sovrappeso è stato associato con un hazard ratio (HR) di 3,00 (IC 95%, 2,50–3,60) e l'obesità con un HR di 6,89 (IC 95%, 5,52-8,59) per malattia renale terminale per tutte le cause.

Allo stesso modo è stato dimostrato che la "pressione alta" ta durante l'infanzia predispone  al suo peggioramento con il crescere. L'ipertensione e la preipertensione infantile sono state inoltre correlate al rischio di sviluppare una MRC in età adulta.
 
Un altro possibile fattore di rischio indipendente per la MRC progressiva è la dislipidemia (alterati livelli di colesterolo e trigliceridi), non sempre analizzata nei bambini a rischio.
 
Altro aspetto fondamentale nella prevenzione della salute (non solo renale, ndr) è l'educazione dei bambini attraverso comportamenti connessi ad uno stile di vita corretto implementando la sinergia scuola-famiglia all’educazione sanitaria ed alimentare (vedi: linee guida ministeriali).
 
I benefici di una regolare attività fisica sono noti nella popolazione generale e abbondantemente confermati anche tra i soggetti affetti da problemi renali. Nei bambini e negli adolescenti, livelli più elevati di attività fisica sono associati a un migliore stato di salute. Sebbene vi siano dati limitati riguardanti il livello di attività fisica durante l'infanzia e il rischio futuro di patologie renali, è altamente ragionevole supporre che l'effetto protettivo dell'attività fisica possa ritardare o addirittura prevenire lo sviluppo di una eventuale MRC.
 
La dieta del bambino è un altro importante aspetto che potrebbe influire sulla funzione renale  a lungo termine dell'individuo.
Diversi studi hanno dimostrato che un aumento del sale nella dieta si associa ad ipertensione arteriosa, albuminuria e iperfiltrazione, ovvero i primi passi verso una malattia renale cronica. Sulla base di queste osservazioni alcune linee guida raccomandano una dieta a basso contenuto di sodio anche nei più giovani. Non ci sono, al contrario, raccomandazioni per ridurre l'assunzione delle proteine: non utile sulla progressione della malattia renale e non consigliata nei bambini sani. La dieta Mediterranea si conferma anche per i nostri figli la più adatta.
 
Ad oggi, secondo le più recenti linee guida AAP (American academy of pediatrics) non è raccomandato lo screening della popolazione pediatrica a livello globale, sebbene in alcuni paesi vengano già regolarmente eseguiti alcuni controlli. In ogni caso sarebbe auspicabile in occasione della visita pediatrica di routine poter inserire lo screening urinario (con stick o strisce) per tutti i bambini, cosi come (linee guida AAP) la misurazione della pressione anche nelle categorie considerate a basso rischio.
 
E nel futuro? Chissà se presto saranno disponibili test genetici per l'identificazione precoce delle alternanze genetiche correlate al rischio di sviluppare malattie renali ma in attesa di questo una sana alimentazione e tanto sport per i nostri cuccioli.
Visualizza il documento Childhood risk factors for adulthood chronic kidney disease Collegamnto esterno Linee guida per un corretto stile di vita.
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