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Alcol e reni, quale rapporto?

Un bicchiere di vino a pasto è tutta salute? Il consumo moderato ha effetti benefici, ma a dosi eccessive…

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Vinum bonum laetificat cor hominis“!

Sembra che i nostri nonni (“buon vino fa buon sangue”!) avessero  davvero ragione: bere moderatamente fa bene alla salute. 


Bere un’eccessiva quantità di vino potrebbe però creare effetti negativi indesiderati e anche danneggiare irreversibilmente i reni.
Un recente studio ha evidenziato che l'alcolismo si associa ad un aumento delle malattie renali doppio rispetto alla popolazione generale e quasi quadruplo tra i più giovani (vedi anche “Ipertensione arteriosa e binge drinking: giovani a rischio”).

Per cui la scienza sembra dire che i benefici in passato associati a un consumo moderato di alcol vanno pesati con i rischi che bere fuori dalle righe comporta per la salute;

ed allora qual è il limite tra il benefico ed il dannoso?
 
A Maggio 2019 due lavori ci vengono incontro:
  1. At-Risk Drinking Is Independently Associated With Acute Kidney Injury in Critically Ill Patients.
  2. Alcohol Drinking and the Risk of Chronic Kidney Damage: A Meta-Analysis of Fifteen Prospective Cohort Studies.
per chiarire la relazione tra alcol e danno renale, rispettivamente nell’insulto renale acuto e cronico.
 
Il primo è uno studio osservazionale prospettico condotto su un totale di 1.107 adulti ricoverati nei reparti di Terapia intensiva. Il 29% (320) erano “bevitori a rischio” e la percentuale di pazienti con danno renale acuto moderato e grave è stata significativamente più alta in questi (42,5% vs 18%; p <0,0001) rispetto ai bevitori non a rischio.
 
L’altro lavoro è una meta-analisi con 268.723 partecipanti e 31.766 “casi incidenti”.
I soggetti con una dose bassa (<13 g/die), moderata (13-26 g/die) e alta (26- 60 g/die) di alcolici hanno avuto rispettivamente il 12% (RR: 0.88, IC 95%: 0.83 ~ 0.93), il 24% (RR: 0,76, IC 95%: 0,70 ~ 0,83) ed il 21% (RR: 0,79, IC 95%: 0,71 ~ 0,88) in meno di rischio di danno renale cronico rispetto al gruppo di riferimento (non-bevitori o occasionali).

Il consumo di alcol è, purtroppo, culturalmente legato all’idea di convivialità e se ne sottovalutano i rischi a lungo termine:  va ricordato, infatti, che in Italia l’alcol è la prima causa di morte per ragazzi e ragazze sotto i ventiquattro anni (compresi gli incidenti d’auto) e nel mondo uccide, direttamente ed indirettamente più di due milioni di persone ogni anno; interessa, inoltre, in misura crescente le fasce più giovani ed i paesi in via di sviluppo. 

Il Ministero della Salute raccomanda di non superare il consumo di 2-3 unità alcoliche al giorno per l'uomo, 1-2 unità alcoliche per le donna (non in gravidanza), una sola unità alcolica per gli anziani e l'astensione totale di sotto ai quindici anni. L'unità alcolica è la quantità contenuta in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione; una lattina (330 ml) di birra di media gradazione; o un bicchierino (40 ml) di superalcolico.
Visualizza il documento Risk thresholds for alcohol consumption Collegamnto esterno Ipertensione arteriosa e binge drinking: giovani a rischio.
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