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Ipertensione arteriosa e binge drinking: giovani a rischio.

Per la pressione alcol pericoloso come il sale.

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Il binge drinking è l’assunzione di elevate quantità di bevande alcoliche in una singola occasione.
L'
espressione, traducibile come “una' pesante sbornia”,  è entrata ormai nell’uso comune e trova la sua origine nel termine dialettale “binge”' che significa bagnato/inzuppato e quindi, come anche in italiano, fradicio (cfr.ubriaco fradicio). 

In questa definizione non è importante il tipo di sostanza che viene ingerita né l’eventuale dipendenza alcolica: il fine di queste “abbuffate etiliche” è l’immediata ubriacatura nonché l'effettiva perdita di controllo.

Il binge drinking (bere almeno 5 drinks per occasione) è molto diffuso tra i giovani a livello globale (30-50% nelle varie casistiche), soprattutto tra i maschi di età compresa tra i 20 ed i 24 anni, e rappresenta senza alcun dubbio un comportamento dannoso per la salute, provocando malattie del fegato, dismetabolismi e diabete, danni neurologici e disfunzioni sessuali.

Le immediate negative conseguenze, sociali e sanitarie, di questa pratica furono per la prima volta pubblicate da Henry Wechsler (Health and behavioral consequences of binge drinking in college. A national survey of students at 140 campuses) e comprendevano:
  • perdita dei sensi e postumi della sbornia (black-out, hangover)
  • compromissione del rendimento scolastico e assenze
  • rapporti sessuali non protetti e non desiderati
  • aggressioni, risse stupri
  • problemi con le forze dell’ordine
  • guida in stato di ebbrezza o salire in auto/moto con qualcuno che ha bevuto
  • altre fatalità, quali suicidi e cadute accidentali.
Numerosi reports (tra i primi gli studi INTERSALT e CARDIA) suggeriscono che il consumo di alcol è associato ad ipertensione arteriosa e questa correlazione diventa più forte all'aumentare dell'intensità del bere (Brummett): nei forti bevitori, mediamente, i valori della pressione arteriosa sistolica possono aumentare fino a 5mmHg rispetto ai non bevitori. Nel 2013 Pajak, in una vasta popolazione mitteleuropea (45-70 anni), dimostrava la correlazione tra il binge drinking e l'ipertensione, indipendentemente dalla presenza di alcolismo negli uomini (62%) e nelle donne (31%). In questo lavoro erano considerati come binge drinkers i soggetti con almeno un episodio mensile di sbornia con l'assunzione di oltre sette drink per gli uomini ed almeno quattro per le donne.

Robert J. Weelman, della Massachuttes Medical School, in collaborazione con le Università di Montreal, ha recentemente evidenziato come in questi soggetti aumenti anche il rischio di soffrire di ipertensione più avanti nella vita. Lo studio, pubblicato a Marzo 2016 sul Journal of Adolescent Health, è stato condotto su un campione di 756 persone di una coorte di circa 1300 studenti.

I ricercatori hanno potuto valutare sia nell'immediato che nel medio periodo l'impatto di questo consumo compulsivo di alcolici,osservando che:
  1. L'85% dei ragazzi che a 20 anni beveva molto manteneva questa abitudine anche negli anni successivi
  2. La pressione arteriosa sistolica in chi fa binge drinking è maggiore di 2.61mmHg e di 4.03mmHgin chi lo fa una volta al mese o una volata a settimana rispettivamente, rispetto a chi non lo pratica mai.
  3. A 24 anni i valori di pressione arteriosa erano più alti (2,9mmHg) nelle persone che bevevano secondo la moda del binge drinking almeno una volta la mese tanto a a venti anni
  4. Ancora più alti a 24 anni i valori tensivi riscontrati in chi si abbuffava di alcolici una volta a settimana a venti anni (3.64mmHg).
Analizzando i dati raccolti, dunque, gli esperti concludono che il binge drinking può far aumentare la probabilità che i giovani soffrano di ipertensione, uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare. Oltre il 25% dei soggetti esposti era in uno stato di pre-ipertensione, dicono gli Autori, ovvero presentavano un valore di “massima” fra i 120 e i 139 mmHg.

Ulteriori indagini saranno adesso necessarie per scoprire quali sarebbero i livelli della pressione sanguigna se si continuasse sulla strada del binge drinking, e quali sarebbero se, al contrario, le abitudini relative al consumo di alcool dovessero migliorare, ma appare certo che l'effetto si protrae anche a distanza di anni da quando l'abitudine era messa in pratica e, inoltre, sembra non essere reversibile.
Visualizza il documento Rapporto di ricerca 2013 Collegamnto esterno http://www.jahonline.org/article/S1054-139X(15)00665-5/abstract
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