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K-binder e malattia cardio-renale: dal controllo del potassio alla continuità delle terapie

Dal 21 settembre 2026 patiromer (Veltassa) e sodium zirconium cyclosilicate (Lokelma), saranno distribuiti in DPC nelle farmacie di comunità del Lazio.

Immagine illustrativa (generata con AI)
Immagine illustrativa (generata con AI)
L'iperpotassiemia rappresenta una delle principali complicanze che possono limitare l'impiego e l'ottimizzazione di farmaci fondamentali nella gestione delle patologie cardio-renali.

Alcuni dei farmaci più importanti nella gestione della malattia cardio-renale possono aumentare il rischio di iperpotassiemia. Tra questi rientrano gli ACE-inibitori e i sartani, gli ARNI e gli antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi (MRA), soprattutto nei pazienti con malattia renale cronica, scompenso cardiaco e altre condizioni predisponenti. Proprio per questo, il controllo dell'iperpotassiemia può diventare determinante per mantenere terapie che hanno un ruolo importante nella protezione cardiovascolare e renale.

In questo scenario, patiromer e sodium zirconium cyclosilicate hanno progressivamente modificato il modo di affrontare l'iperpotassiemia.

In pazienti selezionati, il controllo dell'iperpotassiemia può contribuire a mantenere o ottimizzare terapie cardio- e nefroprotettive che altrimenti rischierebbero di essere ridotte o sospese.

È questo il vero cambiamento di prospettiva.

Per molto tempo, di fronte a un potassio elevato, la domanda principale era semplicemente come ridurlo. Oggi, nella gestione del paziente cardio-renale, è necessario porsi anche un'altra domanda: il potassio sta diventando il fattore limitante di una terapia che il paziente dovrebbe continuare o ottimizzare?

Il problema emerge con particolare evidenza nei pazienti con malattia renale cronica e scompenso cardiaco. La ridotta capacità del rene di eliminare il potassio, associata all'impiego di farmaci che interferiscono con il sistema renina-angiotensina-aldosterone, può creare una situazione nella quale proprio i pazienti che hanno maggiore necessità di una terapia cardio-renale efficace sono anche quelli maggiormente esposti al rischio di iperpotassiemia.

In questi casi il problema non è soltanto correggere un valore di laboratorio. L'obiettivo è evitare, quando possibile, che l'iperpotassiemia determini una riduzione della dose, una mancata titolazione o la sospensione di una terapia utile.

È questo il significato del concetto di RAASi/MRA enablement: il chelante del potassio non è necessariamente il farmaco che modifica direttamente la prognosi, ma può contribuire a rimuovere un ostacolo alla prosecuzione di una terapia che ha invece un ruolo prognostico documentato.

Le raccomandazioni attuali sottolineano proprio questo principio: i K-binders rientrano tra gli strumenti disponibili in questo percorso.
Patiromer e sodium zirconium cyclosilicate agiscono a livello gastrointestinale favorendo l'eliminazione del potassio, con caratteristiche farmacologiche differenti. La loro disponibilità ha ampliato le possibilità di gestione dell'iperpotassiemia persistente o ricorrente e, in pazienti selezionati, può favorire la prosecuzione delle terapie.

È però importante non confondere questo ruolo con un beneficio prognostico diretto del chelante: facilitare la continuità di una terapia prognosticamente attiva non significa dimostrare che il K-binder, da solo, modifichi la prognosi del paziente.

Il loro impiego deve quindi essere inserito in una gestione complessiva, che comprende il monitoraggio della potassiemia e della funzione renale, la revisione dei farmaci concomitanti e la valutazione dell'intera strategia cardio-renale.

È in questo contesto clinico che si inserisce la novità organizzativa della Regione Lazio.

A partire dal 21 settembre 2026, Lokelma (sodium zirconium cyclosilicate) e Veltassa (patiromer) passano alla Distribuzione per Conto (DPC). Il provvedimento è contenuto nelle disposizioni operative regionali trasmesse con protocollo n. 762482 del 20 luglio 2026. (Disposizioni operative per il passaggio in DPC dei farmaci Lokelma e Veltassa dal 21.09.2026)

Per i malati di rene in terapia coinservativa (non in dialisi) cambia quindi il canale di erogazione: i medicinali potranno essere ritirati attraverso le farmacie di comunità convenzionate, secondo le modalità previste dalla DPC regionale.

Rimane centrale il Piano Terapeutico, come strumento di appropriatezza prescrittiva, che dovrà essere predisposto dallo specialista secondo le procedure regionali previste attraverso la piattaforma Webcare. Il paziente dovrà poi rivolgersi al proprio medico di medicina generale (MMG) per la prescrizione con ricetta dematerializzata e successivamente alla farmacia di comunità per il ritiro del farmaco.

Per i pazienti in dialisi, invece, rimane previsto il ritiro attraverso la farmacia ospedaliera aziendale, secondo quanto stabilito dalle disposizioni regionali.

Il passaggio in DPC non modifica le indicazioni cliniche di patiromer e sodium zirconium cyclosilicate, ma cambia concretamente il percorso attraverso il quale il paziente può accedere al trattamento.

I nuovi K-binder non devono essere considerati soltanto strumenti per correggere un valore elevato di potassio. In pazienti adeguatamente selezionati e monitorati, il loro impiego può contribuire a evitare che l'iperpotassiemia diventi un ostacolo alla continuità o all'ottimizzazione di una terapia cardio- o nefroprotettiva indicata.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario.


Dottor Emiliano Staffolani, MD, PhD
Specialista in Nefrologia ed Ipertensione Arteriosa
CONTATTI
Tel.: 338 59 96 136
 
Visualizza il documento Protocollo nr: 762482 Regione Lazio Disposizioni operative per passaggio in DPC Lokelma e Veltassa Collegamnto esterno Utilization of Potassium Binders for the Management of Hyperkalemia in Chronic Kidney Disease
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