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Xenotrapianto: siamo pronti per i trapianti di organi provenienti da animali?

Risultati recenti e ostacoli da superare. Una prospettiva per il futuro, ma il presente restano le donazioni!

Foto di marionbrun da Pixabay
Foto di marionbrun da Pixabay
La Chimera (in greco antico: Χίμαιρα, Chímaira) è una creatura leggendaria della mitologia formato con parti del corpo di animali diversi.

Diverse raffigurazioni iconografiche di questo favoloso mostro si sono succedute nella narrazione greca, in quella romana e in quella etrusca fino alle rappresentazioni dell’araldica europea ma senza alcun dubbio la più significativa rimane quella di Omero, impressa nel comune immaginario:

«[...] Era il mostro di origine divina,
leone la testa, il petto capra, e drago
la coda; e dalla bocca orrende vampe
vomitava di foco: e nondimeno,
col favor degli Dei, l'eroe la spense [...]
»
(Iliade, VI, 180-184, trad. V. Monti)
 
Ma altri due significati, oltre quello mitologico, sono associati alla parola [chi·mè·ra]: quello figurato (Sogno, utopia, speranza) e quello biologico (Organismo i cui tessuti derivano da due o più linee cellulari geneticamente differenti, originato in seguito a fenomeni spontanei o indotti sperimentalmente)...

Ma non inseguono “assurde chimere” gli scienziati di tutto il mondo che da decenni si cimentano con la grande opportunità che i trapianti da animale a uomo offrirebbero a migliaia di persone attualmente in attesa di un organo.

E proprio in questi giorni due differenti gruppi di ricerca statunitensi segnano passi avanti fondamentali in questa gara scientifica sullo xenotrapianto, l'uso di tessuti o organi non umani per trattare condizioni mediche negli esseri umani.

Entrambi i gruppi hanno utilizzato animali ingegnerizzati geneticamente modificati [Revivicor®: con 10 modifiche geniche per il primo, tra cui 4 knockdown e knockout genici (GTKO, CMAH, B4GALNT2, GHR) e 6 inserzioni di transgeni umani (CD46, CD55, CD47, THBD, PROCR, HMOX1) e solo una mutazione knockout a singolo gene per il secondo  (la sola eliminazione del gene che innesca un rigetto iperacuto)] in modo di di inibire le risposte immunitarie dei potenziali riceventi umani. Gli organi sono stati trapiantati in riceventi dichiarati in morte cerebrale in queste esperienze che sono considerate a tutti gli effetti una ricerca umana preclinica.

La prima l’esperienza dei ricercatori dell'Università dell'Alabama di Birmingham del febbraio 2023 e pubblicata il 16 Agosto su JAMA Surgery, dimostra che lo xenotrapianto da maiale a uomo funziona e potrebbe essere considerato una soluzione praticabile alla crisi determinata dalla carenza di organi responsabile di migliaia di morti prevenibili ogni anno.

… in futuro altre esperienze sui riceventi umani viventi sono necessarie non solo per determinare la valenza dello xenotrapianto a lungo termine - afferma il trapiantologo Jayme Locke, direttore del Comprehensive Transplant Institute dell'UAB presso la Marnix E. Heersink School of Medicine e principale autore del documento - ma anche se queste soluzioni possano essere un giorno proposte da ponte per trapianti tradizionali oppure come terapie di destinazione per la malattia renale cronica terminale”.

Sempre Mercoledi in una conferenza stampa su uno studio in corso, un team della Langone Health della New York University ha evidenziato il successo a lungo termine di un analogo trapianto. La procedura, eseguita il 14 luglio 2023 e guidata dal Dott. Robert Montgomery, che aveva precedentemente eseguito il primo test al mondo di questo genere il 25 settembre 2021 seguito da una seconda procedura simile il 22 novembre 2021 (leggi Results of Two Cases of Pig-to-Human Kidney Xenotransplantation), è stata il quinto xenotrapianto effettuato nel prestigioso Centro Trapianti newyorkese dal 2021 (il terzo trapianto di rene da maiale); l'osservazione è in corso e lo studio continuerà fino a metà settembre 2023.

 "Questo lavoro dimostra che grazie all’ingegneria genetica un organo animale può sostituire la funzione di un rene umano per almeno 32 giorni senza problemi - ha affermato il celebre trapiantologo - questo rappresenta il periodo più lungo in cui uno xenotrapianto ha funzionato e senza dubbio l'ultimo passo verso la possibilità di estendere questo tipo si soluzione alla pratica clinica”.
 
La stragrande maggioranza delle persone in attesa di un trapianto di organi ha bisogno di un rene.

La carenza cronica di organi, cellule e tessuti umani per la cura di malati, unita al loro sempre più crescente fabbisogno, ha dato un grosso impulso alla ricerca di fonti alternative di organi. In quest’ambito lo xenotrapianto rappresenta una delle vie correntemente esplorate dai ricercatori. In particolare, grazie alla sua somiglianza anatomica e fisiologica con l’uomo, alla sua crescita veloce e ad aspetti economici ed etici, il maiale è stato individuato come la specie più promettente per una possibile applicazione clinica dello xenotrapianto.

Questi report, pur rimanendo nell’ambito della “pre-clinica”, rappresentano degli enormi passi avanti verso le potenziali applicazioni cliniche ma ad oggi i reni di animali geneticamente trattati non sono stati ancora autorizzati sugli esseri umani ne dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti ne dall'Institutional Review Board for Human Use dell'UAB.


Dottor Emiliano Staffolani, MD, PhD
Specialista in Nefrologia ed Ipertensione Arteriosa
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Tel.: 338.5996136
Fax: 06.81151095


I materiali multimediali di entrambe le esperienze di xenotrapianto di rene qui riportate, comprese le foto e dei B-roll packages, sono disponibili per il download ai seguenti Link
NYU Langone Health e UAB Xenotransplant Digital Media Kit August 2023
Visualizza il documento Normal Graft Function After Pig-to-Human Kidney Xenotransplant Collegamnto esterno Pig Kidneys in Humans? Xenotransplantation Explained
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