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Arriva la notte di San Lorenzo: occhi puntati al cielo, ma attenzione al rene!

Desideri e romanticismo accompagnano da sempre questo appuntamento. Ma per Ann Hodges, nel 1954, qualcosa arrivò dal cielo molto più vicino del previsto

Foto di PayPal.me/FelixMittermeier da Pixabay
Foto di PayPal.me/FelixMittermeier da Pixabay
Ogni anno, il 10 agosto, si rinnova lo spettacolo della Notte di San Lorenzo: la notte in cui, secondo la tradizione, le stelle cadenti solcano il cielo ed è possibile esprimere i propri desideri.

Un tempo era effettivamente così, ma oggi le cose sono cambiate: il periodo migliore per osservare la pioggia meteorica delle Perseidi, le famose “lacrime di San Lorenzo”, non coincide necessariamente con questa data.

Nel 2026, in particolare, il momento migliore sarà tra la notte del 12 e quella del 13 agosto, quando è previsto il picco dello sciame meteorico. E quest'anno ci sarà anche una bella sorpresa: la Luna nuova renderà il cielo particolarmente buio e quindi favorevole all'osservazione delle meteore.

L'appuntamento magico che ci offre il cielo è dunque la pioggia meteorica delle Perseidi, frammenti di roccia - per la maggior parte sono grandi come granelli di sabbia - lasciati lungo l'orbita dalla cometa Swift-Tuttle che, entrando nell'atmosfera terrestre, producono quelle spettacolari scie luminose che chiamiamo comunemente “stelle cadenti”.

La cometa fu osservata distintamente per la prima volta nel 1862 dagli astronomi statunitensi Lewis Swift e Horace Parnell Tuttle, mentre il legame tra la cometa e le Perseidi fu riconosciuto nel 1866 dall'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli.

Le stelle cadenti hanno da sempre suscitato emozioni ed ispirato leggende: si dice che, esprimendo un desiderio nel momento in cui si vede l'astro tracciare una scia nel cielo scuro della notte, questo si avvererà.
E pensare che nelle culture più antiche vedere una stella cadente era considerato addirittura un cattivo presagio!

Certamente non portò fortuna alla Signora Ann Elizabeth Fowler Hodges (1920–1972) il meteorite di 5,54 kg (secondo altre fonti poco meno di 4 chili, ndr) che il 30 novembre del '54 sfondò il tetto della sua casa a Sylacauga (Alabama) e, dopo aver rimbalzato su una grossa radio nella stanza, la colpì al fianco mentre riposava sul divano.

Allora trentaquattrenne, fu immortalata con un vistoso ematoma, probabilemente dovuto alla rottura del rene. La fotografia originale fu pubblicata da  "Time & Life". Sopravvisse, ma non riuscì mai a superare completamente lo shock subito né a venire a capo della curiosa battaglia legale che ne seguì (leggi anche "LA  VERA STORIA DELLA DONNA COLPITA DA UN METEORITE SUL RENE).

Che la sua vicenda sia una rarità è fuori discussione: essere colpiti direttamente da un meteorite è un evento eccezionale. A distanza di oltre settant'anni, la storia di Ann Hodges rimane il più famoso caso documentato di una persona ferita direttamente da un meteorite.

Ma attenzione a non confondere una stella cadente con un meteorite. Quello che vediamo normalmente durante una notte di Perseidi è una piccola particella che entra nell'atmosfera e produce una scia luminosa. Nella stragrande maggioranza dei casi non arriva nulla sul terreno.

Nel caso di Ann Hodges, invece, qualcosa riuscì a sopravvivere al passaggio attraverso l'atmosfera, arrivare fino al suolo, sfondare il tetto di una casa, colpire una radio e poi… una persona! Diciamo che la probabilità di trovarsi sul divano nel posto e nel momento sbagliati non deve essere stata particolarmente elevata.

Nell'ottobre 2008 l'astronomo Alan Harris aveva stimato su Discover Magazine in circa una su 700.000 (pari allo 0,000143 per cento), nel corso della vita, la probabilità per una persona di morire a causa di un impatto proveniente dallo spazio. La stima comprende però anche eventi di grande scala, ben diversi dal caso di una singola persona colpita direttamente da un meteorite.

Una stima successiva, elaborata dal geologo Stephen A. Nelson della Tulane University, indicava su National Geographic in una su 1.600.000 la probabilità, nell'arco della vita, di morire a causa dell'impatto di un meteorite, un asteroide o una cometa. È questa la cifra da cui deriva anche il dato, riportato da Chiara Palmerini su Focus nel 2017, secondo cui le probabilità di essere colpiti da un meteorite sarebbero di “una su 1.600.000”. Il dato, tuttavia, non può essere considerato una misura precisa della probabilità che una persona venga fisicamente colpita da un piccolo meteorite.

Per essere colpiti personalmente da un meteorite, infatti, non esiste una statistica altrettanto affidabile: i casi documentati sono talmente rari da rendere praticamente impossibile calcolare una probabilità individuale attendibile. Le stime disponibili per un impatto diretto variano considerevolmente, proprio a causa dell'incertezza sul numero e sulle dimensioni dei meteoriti che raggiungono la superficie terrestre (fonti NASA: Asteroid Threat Assessment Project).

E comunque, se questa notte vedrete una stella cadente, potete tranquillamente esprimere il vostro desiderio.
Nel 2026 il passaggio dello sciame meteorico delle Perseidi presenterà il suo picco tra il 12 ed il 13 agosto e, grazie alla Luna nuova, le condizioni saranno particolarmente favorevoli per cercare di assicurarsi almeno un desiderio.
Per cui occhi aperti (in tutti i sensi, ahahah!) ed esprimi un desiderio!


Articolo pubblicato originariamente il 10 agosto 2021. Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2026.



Dottor Emiliano Staffolani, MD, PhD
Specialista in Nefrologia ed Ipertensione Arteriosa
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Tel.: 338 59 96 136
 
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