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COVID-19 e malattia renale: allo studio possibili effetti collaterali dei vaccini ad mRNA.

I nefrologi non dubitano: “l'infezione dà Sars-CoV-2 può colpire gravemente anche i reni. Meglio il vaccino”.

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Tre nuove condizioni, segnalate in un piccolo numero di persone dopo la vaccinazione COVID-19 con dosi Pfizer) e Moderna, sono allo studio degli enti regolatori europei in questi  giorni. EMA dovrà valutarne la causalità e la significatività, in altri termini definire  se:
  • l'Eritema polimorfo,
  • la glomerulonefrite e
  • la sindrome nefrosica
osservati possono essere considerati o meno  possibili effetti collaterali della vaccinazione stessa.

Poco più di 43,5 milioni di dosi del vaccino di Moderna, Spikevax, sono state somministrate in Europa al 29 luglio, ha affermato l'EMA, rispetto a più di 330 milioni di dosi del vaccino Pfizer, Comirnaty, sviluppato con la tedesca BioNTech.

A seguito di questa ultima segnalazione l'EMA non ha raccomandato per ora modifiche alla scheda tecnica  dei vaccini pur avendo richiesto approfondimenti alle Società produttrici.

Anche il mese scorso, l'EMA ha confermato un possibile legame tra alcune pericarditi e miocarditi rare e i vaccini mRNA. Tuttavia, il regolatore europeo e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) hanno sottolineato che i benefici di questi vaccini superano qualsiasi rischio.

Secondo la Reuters le azioni di Moderna, che erano aumentate di oltre il 75% mercoledì sono scese di circa il 16% e le azioni di BioNTech e Pfizer sono scese rispettivamente del 14,4% e 4%.
 
Da tener ben presente in questo contesto che il danno renale nei pazienti colpiti da Covid-19 è tutt’altro che raro.

È ormai noto che quasi la metà delle persone ricoverate con infezione da coronavirus presenta anomalie urinarie
e che fino all’80% dei casi con sindrome respiratoria grave mostra invece un danno renale acuto.  Inoltre, molti pazienti positivi per COVID-19 sviluppano nel tempo anche proteinuria e severe glomerulopatie, con elevato rischio di andare incontro alla cronicizzazione del problema (Malattia Renale Cronica).
 
L'insufficienza renale acuta rischia dunque di essere un «nemico» in più da fronteggiare in ospedale, per pazienti già alle prese con una funzionalità respiratoria compromessa da Covid-19; a ciò occorre aggiungere che chi supera la malattia, se ha dovuto fare i conti con un danno ai reni, è poi chiamato a tenerne sotto controllo l'attività per diverso tempo (a seconda della gravità dell'insufficienza riscontrata).
 
Pertanto, ad oggi, anche per quanto riguarda il rene si conferma l’assioma che “è meglio il vaccino della malattia”
Visualizza il documento Aggiornamento sulla sicurezza del vaccino COVID-19 Collegamnto esterno Acute kidney injury in patients hospitalized with COVID-19
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