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COVID-19 e trapianto: FDA autorizza la terza dose di vaccino per gli individui immunocompromessi.

Attualmente i vaccinati con doppia dose (non trapiantati) non hanno bisogno di una dose aggiuntiva.

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Mentre la variante delta continua a diffondersi, gli enti regolatori Statunitensi affermano che le persone che hanno ricevuto  un trapianto di organo, e altri soggetti con un sistema immunitario gravemente indebolito, possono ottenere una dose extra dei vaccini Pfizer o Moderna per proteggerli meglio dal COVID-19.

L'annuncio della Food and Drug Administration si applica a diversi milioni di americani che sono particolarmente vulnerabili a causa di trapianti di organi, alcuni tipi di cancro o altri disturbi reumatologici, ma gia in diversi altri Paesi si applicano raccomandazioni simili. Ad esempio d esempio, la Francia da aprile ha incoraggiato tali pazienti a ricevere una terza dose quattro settimane dopo la seconda somministrazione. Anche Israele e Germania hanno recentemente iniziato a raccomandare la dose extra parte della prescrizione iniziale per gli immunocompromessi

È ormai nota la vaccino-resistenza in pazienti in cui il sistema immunitario è soppresso da determinati farmaci o malattie, quindi queste persone talvolta non ottengono una adeguata protezione. Per molte di queste, secondo alcuni piccoli studi recenti, una dose extra potrebbe essere la soluzione.

"La decisione di Giovedi notte consente ai medici di aumentare l'immunità in alcuni individui immunocompromessi che necessitano di una protezione aggiuntiva da COVID-19", ha affermato in una nota la dott.ssa Janet Woodcock, commissario ad interim della FDA.

Non è un'apertura per dosi di richiamo per la popolazione generale. Infatti è importante sottolineare che la decisione della FDA si applica solo a questo gruppo ad alto rischio, stimato in non più del 3% degli adulti statunitensi, che potranno ricevere una terza dose dei vaccini da Pfizer e Moderna almeno 28 giorni dopo aver ricevuto terminato il ciclo regolare. La FDA non ha menzionato i pazienti immunocompromessi che hanno ricevuto il vaccino Johnson & Johnson monodose. Ma proprio ieri Anthony Fauci, capo dell’Istituto per le malattie infettive, ha detto: "Quasi certamente sottoporremo tutta la popolazione a un richiamo del vaccino anti Covid, non solo i soggetti più fragili. In un prossimo futuro la terza dose sarà necessaria per tutti".

Anche in Italia, malgrado molti non abbiano ancora completato il primo ciclo vaccinale (due dosi, se si escludono le persone a cui è stato somministrato il monodose Johnosn & Johnson) già si parla di terza dose e molti virologi anticipano che occorrerà effettuare una vaccinazione all'anno contro il Covid-19 a dispetto di chi ritiene che con l’80% di persone vaccinate si raggiungerà la cosiddetta immunità di gregge. Ma per altri si tratta di un errore!

"Bisogna essere chiari: quella non la raggiungeremo mai - spiega Stefania Salmaso, dell’Associazione italiana di Epidemiologia - Ci sono diversi fattori da considerare: n primis i vaccinati non sono distribuiti in modo omogeneo su tutte le classi di età ed il virus può circolare soprattutto tra i giovani; altro problema anche chi è vaccinato può prendere l’infezione e (forse) trasmetterla e poi , non meno importante, c’è la questione delle varianti".

Tutto questo insieme al calo nel tempo della copertura vaccinale rendono il dibattito sulla terza dose molto vivo... staremo a vedere!
Visualizza il documento SARS-CoV-2 Vaccine Acceptability in Patients on Hemodialysis: A Nationwide Survey. Collegamnto esterno Coronavirus (COVID-19) Update: FDA Authorizes Additional Vaccine Dose for Certain Immunocompromised
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