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La dieta ad alto contenuto proteico fa male ai reni. Mito o realtà?

L’iperproteica non è generalmente dannosa se seguita per brevi periodi. Ma attenzione alle categorie a rischio.

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Quante volte sentiamo proporci di mangiare più proteine e meno carboidrati per rimanere in salute?

Medici, dietisti e altri operatori sanitari ci parlano costantemente dei vantaggi di una dieta ricca di proteine, come perdere peso rapidamente, bruciare calorie, diminuire l'appetito, prevenire l'obesità, gestire la sindrome metabolica e curare il diabete. Ma questa credenza, come un dogma emergente, è andato così avanti che ci sentiamo continuamente spinti a mangiare più proteine e meno carboidrati.
Spesso rinunciando anche a frutta e verdura, ci sentiamo quasi obbligati a mangiare solo il "companatico" lasciando il panino quando mangiamo davanti agli altri, come se altrimenti potessimo fare brutta figura o chissà ingrassare istantaneamente solo a guardare un piatto di pasta. Figuriamoci raccomandare una dieta ipoproteica!!!

Ma le diete ad alto contenuto proteico fanno male ai reni?
 
Prima di entrare nell’argomento, dobbiamo chiarire due punti ad oggi fermi:
  1. le diete ad alto contenuto proteico possono essere dannose per le persone che hanno già una malattia renale cronica: come i soggetti diabetici, ipertesi, cardiopatici o obesi con microalbuminuria o anche quelli con un rene solitario, per fare qualche esempio. Le diete normo/ipo-proteiche sono generalmente consigliate per questi pazienti.
  2. per la maggior parte delle persone sane una dieta ricca di proteine non è generalmente dannosa, in particolare se seguita per un breve periodo. Meglio ancora evitando le carni lavorate e scegliendo piuttosto le proteine di soia, fagioli, noci, pesce, pollame senza pelle, carne magra, maiale e latticini a basso contenuto di grassi.
 
Le evidenze suggeriscono che l'ingestione di un pasto ad alto contenuto proteico porta ad un aumento della velocità di filtrazione glomerulare (GFR) – spiega il Professor Kamyar Kalantar-Zadeh dell’Università della Californiaquesta, dapprima processo adattativo benigno, si trasforma in meccanismo patogeno pericoloso per i reni”.
 
Infatti, nuovi dati epidemiologici suggeriscono che l'iperfiltrazione glomerulare associata a una dieta iperproteica può portare ad un rischio maggiore di malattia renale cronica de novo o ad accelerare la progressione di una preesistente. Mentre le persone con buona funzione glomerulare non corrono questo rischio, quelle con un minor numero di nefroni funzionanti e a rischio di insufficienza renale cronica possono essere più vulnerabili.
 
Recentemente due studi hanno approfondito il potenziale danno dell'alta assunzione di proteine nella dieta sulla salute dei reni in grandi popolazioni, rispettivamante firmati da Kevin Esmeijer e da Jong Hyun Jhee entrambi pubblicati nel numero di Gennaio su Nephrology Dialysis Transplantation.
 
Per quanto riguarda l'adeguatezza di una dieta ipoproteica (LPD) con proteine ​​prevalentemente vegetali, è importante notare che la Recommended Dietary Allowance (RDA) è per le proteine di 0,8 g/kg/die e che il fabbisogno stimato sulla base di studi metabolici è probabilmente anche inferiore (ovvero 0,6 g/kg/die) purché siano garantiti adeguati aminoacidi essenziali. Anche un regime dietetico per la gestione della malattia renale cronica definisce l’introito proteico pro chilo quotidiano, generalmente, tra 0,6 e 0.8 grammi.
 
Tuttavia, la maggior parte degli adulti nelle società occidentali mangia 1,0–1,4 g/kg/die di proteine. Considerando che la maggior parte delle linee guida raccomanda che il 10-15% di energia sia derivato da proteine, che è coerente con la RDA di 0,8 g/kg/die di introito proteico.
 
L'assunzione più elevata di proteine ​​alimentari (dove l'assunzione di proteine ​​può raggiungere il 20-25% o più della fonte energetica totale) non dovrebbe essere prescritto a pazienti con insufficienza renale cronica o persone ad alto rischio di insufficienza renale cronica a meno che non vi siano circostanze eccezionali che richiedano l'assunzione di elevate quantità di proteine ​​per periodi di tempo limitati, come la gestione correttiva di una grave malnutrizione calorico-proteica (PEW: protein–energy wasting).
 
L’introito proteico raccomandato con la dieta per le diverse fasi della malattia renale cronica è riportato in calce nella Tabella di Kalantar-Zadeh and Fouque.
 
È sempre consigliabile parlare con il medico prima di iniziare una dieta dimagrante: in particolare se hai malattie renali, diabete o altre condizioni di salute croniche.
 
Infine, tieni presente che la perdita di peso può essere temporanea, soprattutto se torni al tuo precedente modo di mangiare. Il miglior piano alimentare è quello a cui puoi attenersi a lungo termine.
Visualizza il documento High-protein diet is bad for kidney health: unleashing the taboo.pdf Collegamnto esterno Introito proteico raccomandato in base ai differenti stadi di malattia renale
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