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Insufficienza renale cronica: molti benefici dall'attività fisica.

L’inattività può condurre verso una disabilità ulteriore, quasi indipendente da quella della malattia stessa.

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I benefici di una moderata attività fisica sono stati chiaramente dimostrati per tutte le persone di ogni età e sesso.

Svolgere attività fisica regolarmente non solo migliora la forma, ma permette anche ai pazienti con insufficienza renale cronica o che hanno subito un trapianto di rene di camminare più a lungo, normalizzare la pressione del sangue e la frequenza cardiaca, migliorare la qualità della vita e le caratteristiche nutrizionali. A confermarlo una recente review pubblicata su International Urology and Nephrology, secondo la quale questi pazienti, talvolta con una condizione fisica compromessa e con difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane, possono trarre beneficio da un regolare esercizio fisico.

Anche nei pazienti che necessitano di trattamenti dialitici la capacità di esercizio e la soglia di tolleranza alla fatica muscolare sono molto basse se confrontate con quelle di soggetti sani sedentari. E’ d’altra parte noto che un programma di allenamento, effettuato sia durante il trattamento sostitutivo sia nei giorni inter-dialitici, determina considerevoli benefici; in particolare migliora la capacità d’esercizio, il controllo dell’ipertensione e il rischio cardiovascolare, il profilo lipidico e glicidico, l’adeguamento dell’emoglobina, e l’equilibrio psicologico.

Molti sono i meccanismi che limitano l’attività fisica nei pazienti uremici: psicologici e fisici. “I muscoli dei pazienti tendono a stancarsi in fretta, di conseguenza riducono la quantità di esercizio fisico che vanno a scapito della forma fisica” spiega Susanne Heiwe del Karolinska Institute di Stoccolma, questo innesca un circolo vizioso (deconditioning) per cui la malattia, attraverso la progressiva inattività potrebbe condurre verso una disabilità ulteriore; quasi indipendentemente da quella della malattia di base.

Per cui da circa un ventennio la Dott.sa Patricia Painter (vedi: “A guide for the People on Dialysis”) promuove l’esercizio fisico tra i soggetti malati di rene, a tutti gli stadi, attraverso cinque fasi:
  • L’incoraggiamento
  • L’educazione
  • L’allenamento
  • L’occupazione
  • La valutazione
Nel corso degli ultimi 30 anni sono stati condotti molti studi che valutavano l'efficacia ed i benefici dell'esercizio fisico nei pazienti con insufficienza renale cronica. 
Fino a poco tempo fa, però, poche linee guida basate sulle evidenze scientifiche erano disponibili e solo nel 2011 analizzando i risultati dei dati raccolti presentati da 45 studi (1.863 soggetti studiati) che rispondevano a specifici criteri di inclusione la stessa Cochrane  ha sancito la necessità di implementare il “training” in questa particolare popolazione.

Tipi diversi di esercizio producono diversi benefici.
  1. Rispetto ai controlli, le persone che si sono sottoposte a un allenamento cardiovascolare ad alta intensità, sotto la supervisione di personale qualificato, per quattro-sei mesi, hanno migliorato significativamente le loro capacità aerobiche.
  2. Altri studi hanno mostrato che tre mesi di regolare allenamento ad alta intensità o di yoga, aumenta la forza muscolare e, che insieme all'intensità dell'allenamento effettuato con il controllo del personale, aumenta anche la capacità di camminare in un periodo di tre mesi.
  3. Numerose anche le esperienze di allenamento durante la seduta dialitica (Statffolani E)  utili inoltre a migliorarne l’efficacia depurativa stessa.
«Quali siano i programmi di allenamento più efficaci e finalizzati a ottenere il risultato desiderato non è ancora possibile dirlo», dice la Heiwe. La maggior parte degli studi analizzati valutava programmi di esercizio cardiovascolare. «Ora abbiamo bisogno di ulteriori informazioni riguardo gli effetti di allenamenti mirati ad aumentare la resistenza o approcci misti, cardiovascolare e resistenza», conclude la ricercatrice Svedese.
 
Visualizza il documento The impact of exercise....... in CKD.pdf Collegamnto esterno P. Painter: A guide for the People on Dialysis.pdf
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